domenica 23 gennaio 2011

S.Maria di Castellabate

Santa Maria di Castellabate
L’ADDIO A GIANNI FARACE

Nella Chiesa di Santa Maria a Mare, nel comune di Castellabate, gremita di amici, conoscenti, uomini di cultura, si sono svolti i funerali di Giovanni Farace, di sessantaquattro anni, uomo di grande cultura, amante del Cilento, responsabile della Pro Loco di Santa Maria, fondatore ed animatore del “Premio Leucosia” assegnato ogni anno a personalità distintesi nel mondo dell’arte e della cultura. Gianni Farace è stato anche l’ideatore dei “Concerti sull’acqua” che si tengono durante l’estate nel mare circostante l’isola di Licosa. Uomo modesto, cordiale con tutti, lascia la moglie, Teresa Spinelli e le figlie Evelina e Rosita. In una delle prime tappe del “Premio Leucosia” Giovanni Farace onorò il mio libro “Leggende del Cilento” col prestigioso riconoscimento. Un capitolo del volume, giunto alla seconda edizione, quasi esaurita, era proprio dedicato alla leggenda di Leucosia. Ed ebbe ragione. Su circa quaranta opere pubblicate, solo quello da lui segnalato vedrà, forse, la terza edizione. Lo dedicherò all’amico Giovanni Farace, riconoscente per l’incoraggiamento e le belle parole che ebbe per lo scrivente. Quando i riconoscimenti sono spontanei e genuini, servono ad incentivare notevolmente gli autori, gli editori ed anche i lettori. Se ho continuato a scrivere lo devo anche a te.  Tutti gli amici di Agropoli ti ricorderanno sempre con grande affetto per la tua semplicità, la tua modestia, la tua cordialità e la tua immensa cultura.

Catello Nastro

Lustra Cilento

Lustra Cilento
CONVEGNO SUI 150 ANNI DELL’UNITA’ D’ITALIA

Il giorno 28 gennaio 2011, alle ore 17,30, a cura dell’Associazione “Albanascente” e del Comune di Lustra Cilento, nel Salone delle Conferenze del Convento Francescano di Lustra, in Località S.Martino, il ch.mo professor Francesco Volpe, dell’Università di Salerno e l’editore Giuseppe Calzerano, animeranno una conversazione sul tema: “Il senso della celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia”.  Il Cilento, che pure ha dato il suo contributo di martiri alla causa, certamente non ha voluto mancare a questa grande ricorrenza per cui pensiamo che molte altre iniziative del genere si svilupperanno in tutto il territorio con l’intervento di personalità del mondo della cultura, non solo Cilentano. Naturalmente l’ingresso è libero e tutti sono invitati. Si prevede una grossa partecipazione di studiosi di storia patria anche in considerazione del notevole spessore culturale dei due relatori.

Agropolicultura.blogspot.com

martedì 11 gennaio 2011

Agropoli, Mico Argirò presenta il suo disco

Caravaggio di Mico Argirò (tratto dal disco Canzoni) [nel Video i quadri...

Immersione al "vallone" di Agropoli - 08.08.2007

Squalo Palombo Porto Agropoli Video

PSICANALISI E TRANQUILLITA' SOCIALE

PSICANALISI E TRANQUILLITA’ SOCIALE

Oggi la psicanalisi riveste un ruolo di grande importanza per la tranquillità sociale.  Tra la prevenzione e la punizione esiste una entità intermedia che potremmo definire “educazione”. Una seconda entità è rappresentata dalla “rieducazione”. La prima avviene nella famiglia, nella scuola, sul luogo di lavoro, nelle strutture del tempo libero e degli hobby vari: siano essi sportivi, culturali, di passatempo o di qualsiasi altro genere. Sia ben chiaro che la psicanalisi, unitamente ad altre discipline similari, può interagire fino ad un certo punto. Quando il suo processo è senza risultati positivi bisogna per forza procedere alla repressione e quindi alla punizione. In altre parole chi mostra la chiara intenzione di non gradire la redenzione deve per forza di cose subire una giusta repressione. A questo punto il compito non diventa più oggetto dello psicanalista, ma passa nelle mani del giudice che emette il suo verdetto per una adeguata punizione da scontare nelle patrie galere. I risultati ottenuti dalla psicanalisi nel tema sono comunque degni di rilievo. Molti crimini, come quelli sessuali ad esempio, possono trovare immenso ausilio in questa disciplina. Arrivare alla radice del perché di un crimine è importante. Per una giustizia più giusta ma anche perché, scavando in profondità nella psiche del reo, si può arrivare facilmente alla motivazione del comportamento anomalo dell’individuo, comunque essere umano. In termine generico vengono chiamati “complessi”. Dal primo, forse quello più studiato e più antico della storia troviamo il complesso di Edipo. Ma anche i complessi che portano alla omosessualità, sia maschile che femminile, hanno radici profonde e quindi sono difficili da sradicare. Queste “devianze”, che non costituiscono crimine, vengono comunque accettate da una società evoluta come la nostra. Lo scorso anno nella nostra cittadina si è verificato un atto di intolleranza sul litorale di S.Marco. Ma chi l’ha commesso era il vero colpevole e quindi andava punito. Anche l’intolleranza verso gli anziani, gli immigrati, i diversamente abili è, a mio avviso, un grosso atto di inciviltà che va represso e punito adeguatamente. Da ex studioso di psicanalisi non mi voglio certamente trasformare in giudice. Non mi vedo assolutamente con la toga addosso.  Un altro significativo fenomeno è la fobia. Una rivalsa psicologica da ripescare nella memoria, anche della prima fanciullezza, verso il buio, una strada in salita o in discesa, oppure verso un animale, come un cane, un gatto o addirittura piccolo ed innocuo come una formica. Quando insegnavo in Piemonte, ad esempio, conobbi un collega molto disgustoso che addirittura odiava i meridionali. Psicanalisi spicciola ed elementare: la moglie lo tradiva con un meridionale. Certamente non c’è bisogno di scomodare la psicanalisi per spiegare certe reazioni umane. Anche lo scrivente, nato durante la seconda guerra mondiale, ad ogni allarme veniva ficcato sotto il letto, al buio, per trovare un minimo di protezione. Fino a dieci anni quando passava un aereo ero terrorizzato. Il destino ha voluto che iniziassi la mia carriera di docente nella scuola media di S.Francesco al Campo, situata proprio sotto la pista di decollo dell’aeroporto di Caselle Torinese. Comunque mi abituai…In un recente articolo ho trattato di “lesionismo” ed “autolesionismo”. In altre parole omicidio e suicidio. Togliere la vita ad un altro essere umano, magari per fregargli la fuoriserie o il portafogli, e senza dubbio un crimine atroce e punibile. Togliere la vita a se stesso, anche se non è punibile, è senza dubbio un atto terribile che può destare nell’uomo di studio solo un senso di cristiana pietà. Ebbene io penso che anche quest’ultimo tipo di crimine, fa traballare la  tranquillità sociale, fa intasare le coscienze non solo delle persone a lui vicine, ma anche alla società cosiddetta civile. E casi del genere sono aumentati in questi ultimi anni. Molto dipende anche dal substrato culturale e da quello ambientale.  In confronto ad altre realtà sociali di altre aree geografiche, la nostra, Agropoli e Cilento, è senza dubbio preferibile ad altre aree della regione in notevole degrado. In talune zone la tranquillità sociale è quasi latitante. Basta parlare di camorra, spaccio di stupefacenti, furti e rapine, malcostume politico, traffici illeciti, e l’elenco potrebbe anche continuare… La tranquillità sociale va innanzitutto ricercata ed equilibrata nell’area vicina, prossima alla nostra famiglia ed alla nostra attività lavorativa per poi espandersi al condominio, alla scuola, al traffico, al commercio, al tempo libero ed infine ai mass media che spesso pur di fare “audience” propongono per mesi addirittura, modelli negativi. Anche l’alcolismo e la droga, in ultima analisi, rientrano in questo breve enunciato. Intorno ad essi gravita un mondo che certamente la psicanalisi non può molto. Ma può, per quello che è possibile, sperimentare nuove strategie grazie anche alla nuova e moderna tecnologia.

Catello Nastro

CILENTO A CONFRONTO

Cilento a confronto
BENESSERE E TRANQUILLITA’ SOCIALE

Quando si parla di benessere bisogna fare un grossa distinzione tra il benessere morale e quello materiale. Penso che sia inutile spiegare la differenza proprio perché nota già alla totalità dei miei lettori. Quello che voglio dimostrare in questo scritto  è che non sempre il benessere materiale corrisponde a quello morale e viceversa. Certamente qualcuno potrà affermare che è una considerazione personale, un poco azzardata ed infine non motivata. Nel mio articolo “Antichi valori cilentani” mettevo in risalto gli antichi valori della civiltà contadina del Cilento. Quando le condizioni di vita del territorio erano precarie e  talvolta difficili. Ma la famiglia, allora, non era ancora sfaldata e gli antichi valori tramandati dai padri erano ancora mantenuti. Nella stessa casa di campagna, affermavo, sovente vivevano tre o anche quattro generazioni ed il vecchio veniva considerato come il saggio ed il consigliere. Naturalmente i moti cilentani non portarono benessere, unitamente alle nuove idee, ma servirono per migliorare la qualità della vita degli abitanti. I ricchi signorotti ed i baroni facevano il bello ed il cattivo tempo ed approfittavano dei lavoratori dei campi. “La nuova Rivolta del Cilento”, scritta alcuni anni fa con l’amico Antonio Infante, nel mentre egli rappresentava la parte storica vera e propria, lo scrivente si limitava solamente alla parte sociale. La nuova rivolta del Cilento continua per mantenere i diritti acquisiti  e nello stesso tempo per gestire meglio i nuovi diritti. La solidarietà, le pari opportunità, l’equa ripartizione del reddito pubblico, i diritti ed i doveri sanciti dalla Costituzione Repubblicana, l’allargamento degli orizzonti culturali e sociali, come il contatto diretto con popolazioni di altri continenti e di altre religioni, e quindi la tolleranza verso i diversi: per lingua, per colore della pelle ,per credo religioso, per scelte sessuali che non ostacolino la libertà altrui, per scelte politiche democratiche, per convinzioni sportive, per libertà di pensiero. Tutto questo visto in un progetto più ampio della tranquillità sociale. Col benessere si sono affacciate alla finestra della storia contemporanea ed attuale nuove problematiche le quali, pur avendo dei meriti, hanno apportato anche molti demeriti. La nuova delinquenza, sovente tecnologicamente meglio organizzata delle forze preposte all’ordine, la troppa libertà di offendere, il gossip, il cattivo uso dei mass media, la camorra, il bullismo, la droga, i morti del sabato sera, lo stupro, la violenza carnale, l’intolleranza razziale e religiosa, atti di autolesionismo e lesionismo (suicidio ed omicidio), programmi televisivi atti solo a fare “audience” con scene e personaggi certamente non educativi e chi più ne ha più ne metta. Non vorrei cadere nella lungaggine per cui passerò a citare alcuni esempi a livello mondiale. La conquista dell’America latina, il feroce Cortez e la convinzione (cattolica) che gli Indios non avevano un’anima e quindi dovevano essere considerati come le bestie. Lo sterminio di masse di indios abitatori tranquilli della foresta dell’Amazzonia, in parte  distrutti da un lancio aereo di zucchero avvelenato, per toglierli di mezzo, distruggere la foresta, vero cuore verde del mondo e procedere alla speculazione edilizia e ad investimenti immobiliari non sempre leciti, con un disastro ecologico per la distruzione indiscriminata del verde. Nell’America del nord la distruzione dei bisonti, unica fonte di sostentamento per gli indiani, che in tale maniera venivano privati non solo della carne, ma anche delle pelli che servivano per costruire le loro caratteristiche coniche capanne. Passando alla storia recente, un esempio lampante lo possiamo rinvenire tra gli Esquimesi.  Abituati a vivere a temperature bassissime nei loro igloo, a cibarsi di caccia e di pesca in condizioni estreme lottando contro una natura certamente non favorevole, ad un certo punto si sono ritrovati catapultati in grosse strutture a mangiare hamburger e patatine ed a tracannare birra e superalcolici. Il passo verso la droga è stato brevissimo. Una giornata intera passata davanti alle slot machine in locali caldi, notturni e diurni, di fronte ad un sesso prezzolato e corrotto, ha modificato radicalmente il modo di vivere di queste popolazioni destinate a scomparire dalla faccia della terra. I più fortunati, ed anche i più forti di carattere, hanno la possibilità di inserirsi nel mondo cosiddetto civile, trovando magari un impiego certamente a loro consono. Il benessere, insomma, non ha certamente giovato a queste popolazioni danneggiando gravemente la loro tranquillità sociale fatta si, di lotta per la sopravvivenza, ma una lotta impregnata di morale, di fiducia, di spirito di fratellanza, di competizione leale, di solidarietà, anche se primordiale. Ma passiamo ora alla geografia del vicino: il nostro beneamato Cilento. Negli ultimi tempi gli scossoni non sono stati notevoli né pertanto negativi ( nella maggior parte dei casi, naturalmente). Qualche piccola scaramuccia interrazziale è stata risolta nel migliore dei modi proprio perché gli immigrati nel nostro territorio, avendo trovato terreno fertile, dovuto anche ad una tranquillità sociale non certamente latitante, si sono integrati facilmente.  Mi risulta inoltre, per conoscenza diretta, che alcuni spacciatori, di origine nordafricana, sono stati allontanati dal territorio cilentano, addirittura con minaccia, da loro connazionali, proprio per una forma di riconoscenza verso chi  aveva dato loro umana ospitalità, per salvaguardare il proprio posto di lavoro, onesto, per non essere tacciati di cattiva condotta di vita solo per l’esempio di pochi lestofanti che certamente non avevano voglia di lavorare. Facendo volontariato al CSP di Agropoli, ho conosciuto molte signore dell’Europa dell’Est, venute nel Cilento per cercare un posto come badante, assistenza agli anziani ed ai diversamente abili. Molte di queste donne erano laureate, ma al loro paese lo stipendio era talmente misero da costringerle ad abbandonare le proprie radici per emigrare e cercare un lavoro, anche umile, ma dignitoso per poter accumulare a fine mese una sommetta da spedire ai cari. Magari ai figli che studiavano ancora, ai genitori che stentavano a vivere. Certamente tra gli immigrati nella nostra nazione non mancano quelli che delinquono. Ma ad Agropoli e nel Cilento tutto la percentuale è molto bassa. Significa che essi hanno trovato un ambiente favorevole, una tranquillità sociale che permette loro di operare bene per il benessere loro ed anche nostro. Un benessere conquistato col sudore della fronte. Pulito. Condito col sale della fratellanza e del rispetto. E se qualche volta ci scappa anche un matrimonio, penso sia un buon segno. Di integrazione, di amore, di rispetto, di attuazione di principi cristiani. E giacché stiamo parlando di gente umile e semplice, voglio arrivare alla conclusione dello scritto. Il benessere di un popolo non si deve identificare a forza con la ricchezza materiale, con il grosso gruzzolo in banca, coi vestiti alla moda, magari firmati, con l’auto di grossa cilindrata, con la villa a più piani, con la casa al mare e quella in montagna, con la crociera per miliardari magari intercontinentale. Il benessere di un popolo si deve quantificare dalla solidarietà verso gli altri, dalla capacità di ascoltare ed essere ascoltati, dalla forza di amare senza distinzione di razza, lingua, provenienza, reddito, credo politico o religioso. Le pari opportunità sono alla base della tranquillità sociale. La tolleranza è alla base della vita cristiana. Non più schiavi né padroni, non più sfruttati o parassiti, ma ricchezza onesta che rispetti i canoni del vivere civile. Ricordo ancora la fine degli anni ’60, quando giunsi a Torino e cercavo casa, trovavo i cartelli  “non si fitta ai meridionali”. Un nodo alla gola mi prendeva e mi teneva triste per giorni, fino a quando non trovai un’anima buona...come tante. Come quelle che vivono nel Cilento, che  hanno vissuto il dramma dell’emigrazione e che ora porgono la mano a quelli che vengono da fuori. Mai più baroni, mai più sfruttatori, mai più caporali. Il lavoro e un dovere ma è anche un diritto. Pari opportunità e tranquillità sociale viaggiano su due binari paralleli come quelli della linea ferroviaria.

Catello Nastro

venerdì 7 gennaio 2011

La Befana al Centro Sociale Polivalente di Agropoli

La Befana 2011
al Centro Sociale Polivalente di Agropoli


Martedì 4 gennaio 2011, alle ore 18, grande affollamento di anziani al CSP di Agropoli per la distribuzione dei regali della Befana ai membri del sodalizio agropolese che conta oramai circa cinquecento soci ed è uno dei più organizzati non solo della provincia di Salerno, ma anche dell’Italia meridionale. Pane appena sfornato imbottito con formaggio, capicollo, soppressata, pancetta e prosciutto il tutto tipicamente cilentano.  Non si è trattato di “Dieta Mediterranea”, ma una volta tanto si può anche trasgredire. Molte le signore presenti che hanno portato un regalino da sorteggiare, ma che, comunque, hanno ampiamente gustato i panini con salumi e formaggi più volte brindando col vino “Don Catello”, un Sangiovese eccezionale,  offerto dal vicepresidente Catello Nastro ed un vino cilentano di varie uve offerto dal segretario Francesco Spinelli. L’allegria, dopo i vari brindisi, è aumentata a dismisura. Dopo il discorso del Presidente Lorenzo Barone, ha condotto la serata l’impareggiabile presentatrice Dora Capaldo, già Presidente del sodalizio ( l’unico presidente donna in tutta la storia del CSP di Agropoli), che, coadiuvata da vari collaboratori, ha provveduto al sorteggio dei vari premi in palio. L’assessore Angelo Coccaro ha partecipato alla serata un poco frastornato da tanto vigore degli anziani presenti, ma congratulandosi, alla fine, per la riuscita dell’ottima serata che concludeva il ricco programma della manifestazioni natalizie al Centro Sociale Polivalente della cittadina capoluogo del Cilento. Sul tardi, naturalmente non da orario di discoteca, gli anziani del CSP di  Agropoli, hanno salutato calorosamente e ringraziato per la bellissima serata, semplice, ma genuina. Ad ognuno è toccato un pacchetto. A qualcuno è toccato anche il pacchetto che aveva portato lui medesimo. Sorpresa della Befana? Più sorpresa di questa!!! Auguri a tutti gli anziani del mondo ed alle loro famiglie. Il CSP di Agropoli è aperto a tutti gli anziani, di qualsiasi razza, religione, provenienza o credo politico. Basta avere l’età!!!

Comunicato a cura del CSP di Agropoli  

domenica 2 gennaio 2011

GLICEMIA PARTY A CSP DI AGROPOLI

GLICEMIA PARTY  AD  AGROPOLI
Successo della terza edizione al CSP

Questo ill titolo originale di questa manifestazione organizzata dalle signore  frequentatrici del Centro Sociale polivalente,che si è tenuta nel Salone d’ingresso della struttura martedì 28 gennaio 2010 nel tardo pomeriggio.  Questo è l’ultimo appuntamento dell’anno, mentre il primo del 2011 si terrà il 4 gennaio del nuovo anno e sarà dedicato a “I REGALI DELLA BEFANA”uno scambio di doni simbolici per rievocare un poco i ricordi della fanciullezza quando erano veramente pochi e poveri. Quest’anno i dolci presentati sono stati quindici, uno in più dello scorso anno. Inutile dire che la degustazione ha avuto un enorme successo con vari bis a danno del diabete con un notevole aumento della glicemia. Ma una volta l’anno…Tra le specialità: gli “scauratielli”, che richiedono molto tempo la la preparazione, gli struffoli, per la prima volta gli struffoli scuri, ricoperti di cioccolata, zeppole senza zucchero di forma allungata come un sigaro toscano, zeppole tradizionali e ciambelle varie, torte, ed ancora struffoli di vari tipi fatti con varie ricette antiche, la tradizionale torta di mele, castagnelle di vario genere, torte di vari tipi ed infine, fuori tema, i dolci della sposa, dei quali oramai si è perso l’uso. I panettoni ed i pandori, che con la nostra tradizione non c’entrano proprio, non sono stati nemmeno aperti. Il vino cilentano  è stato degustato dagli uomini in abbondanza ed i brindisi al nuovo anno sono stati…parecchi. All’inizio della manifestazione l’assessore alla Solidarietà Sociale Angelo Coccaro ha portato il saluto dell’amministrazione comunale, poi hanno preso la parola l’ex presidente Dora Capaldo, l’attuale presidente Lorenzo Barone, Il vice presidente ed ex Presidente Catello Nastro. I veri pilastri dell’organizzazione è stato il segretario Francesco Spinelli, coadiuvato dal membro del direttivo Angelo Astone. Alla fine un grosso applauso di ringraziamento per le “autrici” che hanno avuto il merito di riportare alla luce antiche e laboriose ricette cilentane ed un saluto per il prossimo appuntamento al quattro di gennaio del nuovo anno.

Comunicato stampa del CSP di Agropoli

Agropoli

Agropoli e le sue tradizioni.

IL DIRETTIVO DEL CSP ALLA DATA DEL1 GENNAIO 2011

Centro Sociale Polivalente
Città di Agropoli”



Consiglio Direttivo
all’1 gennaio 2011


Presidente
LORENZO BARONE

Vice Presidente
CATELLO NASTRO

Segretario
FRANCESCO SPINELLI

Consiglieri
ANGELO ASTONE
VINCENZO ABETI
DORA CAPALDO
BENITO COLUCCI
MARIA ANNA PIZZA
CARMINE TARANTINO

STATUTO

STATUTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL
CENTRO SOCIALE POLIVALENTE DI AGROPOLI


INDICE

ART. i - DEFINIZIONE E SCOPI
ART. 2- GESTIONE
ART. 3- UTENZA
ART. 4- SEDE
ART. 5- ATTIVITÀ
ART. 6- DOVERI E DIRITTI DEI FREQUENTATORI
ART. 7- RAPPORTI CON L’AMMINISTRAZIONE
ART. 8- ORGANI DI PARTECIPAZIONE
ART. 9- L’ASSEMBLEA DEGLI UTENTI
ART.10-IL CONSIGLIO DIRETTIVO
ART.11- CARICHE SOCIALI ALL’INTERNO DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
ART.12- PRESIDENTE DEL CENTRO
ART.13- ELEZIONE DEGLI ORGANI
ART.14- SVOLGIMENTO DELLE ELEZIONI
ART.15- SEGGIO ELETTORALE
ART.16- ENTRATA IN VIGORE
In applicazione della L.R. Campania n21 del 18 ottobre 1989, della legge 328/2000 e del T.U.n. 267 /2000 è adottato il presente Statuto.

Art.. 1 - Definizione e scopi
Il Centro Sociale polivalente di Agropoli è un luogo d’intrattenimento e di servizi principalmente destinati alle persone anziane e si propone di assicurare effettive possibilità di vita autonoma e sociale per i frequentatori.
Il Centro Sociale Polivalente è apartitico, apolitico ed aconfessionale, essendo espressione civica della cittadinanza.
Art. 2 - Gestione
Il Centro Sociale costituisce uno dei servizi socio assistenziali comunali. L’Amministrazione comunale assicura il mantenimento del servizio provvedendo alle spese relative ai locali, alle attrezzature, alla pulizia alla utenza di energia elettrica.
Ad. 3 - Utenza
li Centro è aperto ai cittadini pensionati, compreso i non residenti, i non domiciliati e le persone disabili purchè pensionati - Il cittadino che abbia il predetto requisito, che intende partecipare alle attività del centro deve iscriversi nel registro degli iscritti al centro. Le iscrizioni sono consentite in qualsiasi momento dell’anno. Nel registro, è indicato il nome dell’iscritto, il domicilio e l’età. L’iscritto appone la propria firma a fianco alle proprie generalità. I servizi del centro sono riservati agli iscritti. In caso di particolari iniziative organizzate dal centro o dai servizi sociali comunali, possono partecipare ad esse anche cittadini in età pensionabile, non iscritti al centro”.
Art. 4 - Sede
La sede deve essere una struttura a ricezione diurna, ubicata in zona urbana, dotata di adeguate infrastrutture, collegata con i mezzi di trasporto pubblico, articolata in più locali aventi caratteristiche di flessibilità e pluriuso, finalizzata all’erogazione di specifici servizi in favore degli anziani.
Il centro sociale è aperto tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore
19.00. La chiusura ed apertura del centro è a cura del Centro. In caso di temporanea impossibilità da parte del centro, alla chiusura ed apertura del centro provvederà l’usciere comunale.
Art. 5 - Attività
È prevista la realizzazione delle seguenti attività, tutte a titolo gratuito:
- incontri musicali con balli; ‘
- visione di spettacoli televisivi e/o cinematografici e/o teatrali con discussione per gruppi di interesse;
- giochi da tavolo e giochi all’aperto;
- lettura di quotidiani, riviste, libri, raccolte di documentazione per generi ed interessi diversi;
- conferenze e dibattiti su temi di interesse sanitario, socio-economico, culturale, ecc.;
- promozione ed organizzazione di escursioni ed attività ricreative, culturali e teatrali;
- attività sportivo ricreative;
- attività di animazione;
- altre eventuali attività proposte dagli anziani.
Il Centro è aperto a tutte le iniziative concordate con l’ASL per interventi sanitari di prevenzione. Tutte le attività organizzate presso il centro sono gratuite,salva la possibilità di organizzare attività o manifestazioni che richiedono il contributo degli iscritti.
I fondi economici reperiti dagli anziani attraverso l’organizzazione, autorizzata dall’assessore alle politiche sociali, di mercatini, mostre e spettacoli vari, saranno gestiti autonomamente dagli anziani attraverso gli organi sociali.
Art.6 - Doveri e diritti dei frequentatori:
1) Tenere un comportamento civile e dignitoso, rispettoso di se e degli altri.
2) Avere cura e rispetto dei locali, del materiale e delle suppellettili in esso contenuto;
3) Partecipare alla vita e all’attività del Centro.
4) Collaborare con il direttivo per lo svolgimento delle attività.
5) Evitare il turpiloquio, le bestemmie, gli schiamazzi.
6) Durante le consultazioni elettorali è vietato, nei locali del Centro, far circolare volantini o fac-simile di propaganda elettorale.
7) Rispettare il presente statuto.

Art.7 - Rapporti con l’amministrazione
Il centro sociale sia da un punto di vista funzionale, che amministrativo fa capo all’assessorato alle politiche sociali, che svolge una attività di controllo sul corretto funzionamento del centro sociale.
Tutte le iniziative,che esulano dalle normali attività quotidiane del centro, che gli anziani intendono realizzare sono proposte all’assessore alle politiche sociali che le autorizza, se ritenute valide.
Art. 8 -  Organi di partecipazione
Per garantire il coinvolgimento degli iscritti nella vita e nelle attività di cui all’art. 5 , sono istituiti i seguenti organi di partecipazione:
- Assemblea degli iscritti;
- Consiglio direttivo;
- Presidente del Centro.
I suddetti organi garantiscono il funzionamento del centro sociale e la corretta osservanza,
gestione e applicazione del presente statuto.
Art. 9 - L’Assemblea degli iscritti
L’Assemblea degli iscritti del Centro Sociale è costituita da tutti i cittadini iscritti al centro. L’Assemblea è convocata almeno una volta all’anno dal Presidente del Centro, mediante avvisi affissi nei locali del centro, almeno 15 giorni prima della data di riunione.
L’Assemblea è presieduta dal Presidente del Centro.
L’Assemblea ha compiti propositivi in merito alle attività da svolgere nel centro e di trasmissione delle esigenze degli iscritti.
Le decisioni dell’assemblea sono valide se approvate a maggioranza dei presenti.
Art. 10 - Il Consiglio direttivo
I consiglio direttivo è composto di n. 8 membri, più il Presidente del Centro che lo presiede, ed è l’organo deliberante del centro.
I componenti il Consiglio Direttivo durano in carica tre anni e comunque fino all’insediamento del nuovo direttivo
Il Consiglio direttivo elegge al suo interno il presidente del centro.
Compito del Consiglio Direttivo è di proporre attività ricreative e culturali tese a favorire la socializzazione tra gli anziani, quali: iniziative culturali, morali e del tempo libero , sale di lettura, biblioteca, sale TV, cineforum, teatro, corsi di lingue straniere, corsi di ginnastica, sala giochi, corsi di musica, corsi di ricamo, convegni, hobbistica, etc.
Il Consiglio direttivo predispone il programma semestrale delle attività che dovrà essere autorizzato dall’assessore alle politiche sociali , anche per la copertura finanziaria in caso di iniziative patrocinate dal Comune.
Il consiglio direttivo deve riunirsi almeno 6 volte l’anno e comunque ogni volta che se ne presenti la necessità, su convocazione del Presidente. Il direttivo deve riunirsi , inoltre, qualora n. 3 componenti ne facciano congiuntamente richiesta per iscritto indicando gli argomenti da trattare su richiesta dell’Assessore ai Servizi Sociali. In questi casi la riunione deve aver luogo entro dieci giorni dalla data della richiesta.
Per la validità delle sedute è richiesta la presenza della maggioranza assoluta dei membri. Le decisioni del Consiglio vengono assunte a maggioranza assoluta dei presenti. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
Art. 1l-Cariche sociali all’interno del consiglio direttivo
I Direttivo elegge, per alzata di mano, al suo interno:
Il Presidente
Il Vice Presidente.
Il Segretario.
Il vice presidente sostituisce il presidente in caso di assenza o impedimento.
Il segretario coadiuva il Presidente e ha il compito di provvedere alla tenuta della cassa del centro, alla tenuta dei registri, compreso quello degli iscritti, al disbrigo della corrispondenza, a redigere ed a conservare i verbali delle riunioni del Direttivo.
Il Direttivo deve dichiarare decaduto il consigliere, che senza giustificato motivo, si assenta per tre volte consecutive alle riunioni, Il Consigliere decaduto o dimissionario sarà sostituito dal primo dei non eletti.
Art.1 2.-Presidente del centro
Il Presidente dura in carica tre anni, e comunque, fino alla elezione del nuovo presidente.
Non puo’ essere eletto per piu’ di due mandati, consecutivi.
a) Ha il compito di redigere e sottoscrivere gli atti interni al Centro Sociale.
b) Dare esecuzione alle direttive dettate dall’Assessore alle politiche sociali
c) Presiede il Direttivo con diritto di voto.
d) In caso di necessità e d’urgenza adotta i provvedimenti di competenza del Direttivo sottoponendoli a ratifica entro sette giorni dalla data del provvedimento.
e) convoca le riunioni del consiglio, almeno 5 giorni prima, con avviso scritto contenente l’ ordine del giorno;
f) firma e trasmette il verbale delle riunioni all’Assessorato alte politiche sociali per i provvedimenti di competenza.
In casi di impedimento o di assenza le funzioni del Presidente vengono esercitate dal Vice Presidente.
Art. 13 — Elezione degli organi
L’elettorato attivo e passivo è costituito dai cittadini iscritti nel registro del centro da almeno dieci giorni prima della data fissata per le elezioni e che abbiano compiuto 65 anni gli uomini e 60 anni le donne, siano in possesso dei diritti politici attivi e passivi, residenti nel Comune di Agropoli e che non abbiano in corso contenzioso, in qualità di attori o convenuti, con il Comune o il centro stesso.
Gli aventi diritto, al momento della votazione, dovranno esibire un valido documento di riconoscimento.
I componenti di organismi direttivi di Enti o Associazioni aventi lo stesso scopo sociale non possono essere candidati in organismi direttivi del Centro sociale Polivalente.
Hanno diritto ad essere candidati anche coloro che , iscritti al centro, sono semplicemente domiciliati sul territorio comunale.
Art.14- Svolgimento delle elezioni
La data dello svolgimento delle operazioni di voto è fissata dall’Assessorato alle Politiche Sociali entro 60 giorni dalla scadenza del Consiglio Direttivo.
Le liste sono presentate , all’ufficio dei Servizi Sociali 30 giorni prima della data fissata per le elezioni.
Le liste dei candidati vengono affisse nei locali del centro. Le liste sono composte da un numero di 9 candidati.
Le operazioni di voto avverranno in un solo giorno
Il voto è segreto e viene espresso con un segno di croce affianco al nome del candidato stampato sulla lista, che si intende votare
Ogni elettore potrà esprimere una sola preferenza.
Saranno eletti i 9 candidati che avranno riportato, tra tutti i candidati, più voti.
In caso di presentazione di un’unica lista, alla stessa verranno assegnati 9 seggi. In caso di parità di voti tra due o più candidati sono eletti i più anziani di età.
L’eventuale sostituzione di un consigliere avviene con il primo dei non eletti, risultante dal verbale del seggio Elettorale, entro 15 giorni dalla data dell’avvenuta decadenza o dimissioni.
Nel caso di dimissioni del Presidente il consiglio direttivo provvederà ad eleggere il nuovo presidente
Le dimissioni del presidente non comportano l’automatica decadenza dalla carica di consigliere.
Il presidente decade dalla carica quando i 2/3 del Consiglio direttivo presentano la mozione di sfiducia costruttiva nei suo confronti, Il Consiglio è convocato entro 15 giorni dalla decadenza per eleggere il nuovo presidente.
Il presidente decaduto dalla carica mantiene la carica di consigliere.
Le dimissioni della maggioranza dei membri del direttivo comporta la decadenza del direttivo stesso e si procederà a nuove elezioni.
I candidati eletti si insediano entro 7 giorni dall’avvenuta votazione.
Art.15-Seggio elettorale.
Il seggio elettorale è costituito presso il centro sociale ed è composto dall’assistente Sociale del Comune, che assume la carica di Presidente e da due dipendenti scelti dall’assessore alle politiche sociali, di cui uno specificamente dell’ufficio elettorale comunale.
Sarà compito del seggio elettorale:
a) Procedere all’autenticazione delle schede elettorali.
b) Accertarsi dell’identità dell’elettore e del suo effettivo diritto al voto.
c) Provvedere alle operazioni di scrutinio.
d) Garantire tutte le operazioni di voto.
e) Esaminare e decidere su eventuali reclami presentati.
f) Procedere alla nomina degli eletti.
g) Redigere e firmare il verbale delle operazioni di voto e di scrutinio.
h) Provvedere all’invio del verbale all’Assessore alle Politiche Sociali
i) Provvedere alla pubblicazione, nei locali del centro, dell’elenco degli eletti.
Lo spoglio dei voti avverrà immediatamente dopo la chiusura delle operazione di voto.
Art. 16- Entrata in vigore
Il presente Statuto  entra in vigore dalla  data della approvazione da parte del Consiglio
Comunale ed abroga il precedente regolamento.

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sabato 1 gennaio 2011

Benvenuti nel blog del Centro Sociale Polivalente della Città di Agropoli (Sa)

Questo è il blog del
Centro Sociale Polivalente
"Città di Agropoli" (Salerrno)
Piazza Mons. Merola n. 7
tel. 0974 826949
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